
Ventidue acquisti raccontano la rivoluzione, ma non spiegano fino in fondo il mercato dello Spezia. Per comprendere il lavoro di Guido Angelozzi bisogna tornare alla situazione che lo stesso direttore dell’area tecnica aveva definito “disastrosa” al suo arrivo. La risposta è stata netta: non aggiustare, ma rifondare.
Un lavoro estenuante, portato avanti insieme al direttore sportivo Gianluca Longo e proseguito fino alle ultime ore di mercato. Proprio ieri sono arrivate numerose rescissioni e cessioni di giocatori non più al centro del progetto. Contratti da sistemare e situazioni complicate hanno accompagnato tutta l’estate: prima di costruire bisognava alleggerire la rosa e creare le condizioni per consegnare a Marco Turati una squadra sostenibile e funzionale al suo calcio.
Per il bene dello Spezia era fondamentale ripartire da nuovi equilibri economici. In questo senso va sottolineata anche la disponibilità dei nuovi arrivati, che hanno accettato sacrifici pur di sposare il progetto. Angelozzi e Longo hanno cercato prima di tutto uomini motivati e convinti della scelta.
I 22 arrivi sono la conseguenza di questa strategia: intensità, duttilità e caratteristiche adatte alla categoria, senza perdere di vista la possibilità di creare patrimonio. Le ultime ore ne sono state la fotografia migliore.
Serviva un’alternativa a Mazzocchi e Angelozzi ha tirato fuori sul gong Massimo Zilli, battendo la concorrenza del Ravenna. Un attaccante di 193 centimetri che aggiunge fisicità, gioco aereo e capacità di proteggere il pallone e far salire la squadra. Non solo un vice Mazzocchi, ma una soluzione tattica differente per Turati. Averlo acquistato a titolo definitivo rappresenta un investimento importante per la categoria.
Interessante anche l’operazione Kaleb Jimenez, centrocampista duttile capace di agire sulla trequarti e garantire qualità, gol e assist. Arrivato a titolo oneroso con diritto di riscatto fissato a 420 mila euro, offre imprevedibilità tra le linee e margini di valorizzazione.
C’era anche la volontà di consegnare a Turati un ulteriore esterno offensivo, ma alcune opportunità non si sono concretizzate come lo Spezia avrebbe voluto. La rosa offre comunque già diverse soluzioni sulle corsie: Cardinali, Cannavò al rientro, Durmush e Cazzadori possono agire in quelle zone, garantendo al tecnico alternative e duttilità.
La linea è stata dunque chiara: contenere i costi, investire sui cartellini quando possibile e creare valore. Angelozzi e Longo hanno smontato e ricostruito lo Spezia fino all’ultimo giorno.
Ora spetta a Turati trasformare questa profonda rivoluzione in una squadra. Il giudizio arriverà dal campo, ma l’impronta del nuovo corso è già evidente.
