
La scelta del cuore. Marco Turati si presenta da nuovo allenatore dello Spezia con emozione e idee ben definite. «Sono contento di essere qui. Spezia è una delle piazze che mi sono rimaste più a cuore, dove ho vissuto emozioni fortissime. Spero di riviverle», racconta il tecnico, protagonista della storica cavalcata verso la Serie A 2019-20 al fianco di Vincenzo Italiano.
La decisione di tornare è stata immediata. «La scelta Spezia è stata facile. Qui la maggior parte delle persone mi ha sempre fatto sentire a casa e c'è un progetto serio. Vogliamo fare bene e riportare entusiasmo». Turati chiarisce anche le voci sul Catanzaro: «C'è stato un forte interessamento della società, che ringrazio, ma quando ho saputo della possibilità Spezia non ci ho pensato un attimo».
I ricordi tornano inevitabilmente alla stagione della promozione. «Il rapporto con Vincenzo Italiano va oltre il calcio. Abbiamo condiviso tantissime idee e quell'annata ci ha lasciato emozioni indelebili. Eravamo una squadra umile e il trionfo fu il meritato premio per il lavoro di tutti».
Ora, però, lo sguardo è rivolto al presente. Ricreare fiducia è il primo obiettivo. «Sono un allenatore passionale e carico, gli ingredienti per fare bene ci sono, ma servirà sacrificarsi ogni giorno». La filosofia è chiara: «La gente di Spezia vuole vedere una squadra che lotta. Se vogliamo riconquistare l'ambiente dovremo dare battaglia per 97 minuti, giornata dopo giornata».
Sul piano tattico Turati non si sbilancia troppo: si partirà da una base 4-2-3-1 o 4-3-3, ma conteranno soprattutto i principi. «Voglio una squadra propositiva e aggressiva: per riuscirci servirà tanto lavoro».
Infine, un passaggio sui singoli. Turati non ha ancora parlato con la squadra, ma promuove Kevin Bright: «Può fare bene qui. Chiunque arriverà allo Spezia dovrà dimostrare ogni giorno lo spirito giusto e mettersi in discussione».
Lavoro, intensità e spirito di sacrificio: è questo il manifesto del nuovo corso firmato Marco Turati.
