
Marco Turati porta allo Spezia un'identità precisa: calcio offensivo, pressione alta, linea difensiva coraggiosa e partecipazione collettiva. L'eredità degli anni trascorsi nello staff di Vincenzo Italiano è evidente: intensità, aggressività e ricerca costante del dominio del gioco. Il tecnico ama un calcio fatto di aggressione immediata, costruzione dal basso e continui cambi di posizione, con moduli duttili come il 4-3-3 e il 4-2-3-1, capaci di trasformarsi in fase di possesso per creare superiorità numerica e occupare gli spazi con tanti uomini.
Un'idea moderna che Guido Angelozzi vuole sostenere con innesti funzionali. In cima alla lista c'è Sebastiano Di Paolo, reduce da 9 gol con il Siracusa proprio agli ordini di Turati. Piace anche Francesco Beidi Gallea, difensore centrale, protagonista della crescita al Lumezzane, mentre resta vivo l'interesse per Massimo Zilli, di proprietà del Cosenza, che nell'ultima stagione al Frosinone ha collezionato 34 presenze, 2 gol e 4 assist. Da monitorare anche Edoardo Vergani, svincolato dal 1° luglio dopo l'esperienza al Frosinone.
Profili giovani, dinamici e di gamba, scelti per qualità tecniche, intensità e disponibilità al sacrificio, caratteristiche indispensabili per interpretare il calcio verticale, aggressivo e propositivo che Turati vuole trasformare nel nuovo marchio di fabbrica dello Spezia.
