
Alla vigilia della sfida contro la Torres, primo appuntamento ufficiale della stagione, Marco Turati presenta una squadra profondamente rinnovata, ancora in costruzione ma pronta al primo vero esame. Il tecnico non si nasconde e manda subito un messaggio chiaro sulle gerarchie: non conterà la carta d’identità, giocherà chi dimostrerà di essere più forte. E intanto arriva già la prima certezza: contro i sardi, tra i pali, partirà Alessandro Micai.
«Abbiamo lavorato bene tutti, ma non tutti hanno novanta minuti nelle gambe e dovremo essere bravi a gestire il minutaggio», spiega Turati. «Stiamo vivendo una situazione di transizione e non tutti sono disponibili. Ci sono giocatori come Bastoni che non possono essere della partita dal primo minuto. Dobbiamo essere bravi a gestire i giocatori durante la settimana e durante la partita».
Una gerarchia, però, è già definita. Micai parte davanti agli altri portieri e contro la Torres sarà titolare. Turati lo conferma senza giri di parole: «Micai parte in vantaggio. Domenica parte lui titolare».
Il tecnico fa chiarezza anche sulle condizioni della rosa. Bright è alle prese con un’infiammazione al tendine rotuleo, mentre per Cannavò servirà ancora pazienza: «Ne avrà per altri 20-25 giorni». Gli altri sono invece a completa disposizione. Nel reparto arretrato le alternative sono ridotte anche dalla squalifica di Spedalieri, mentre Turati può nuovamente contare su Cardinali. Djankpata e Cazzadori, invece, sono stati provati anche in ruoli differenti.
Le prime risposte dei nuovi arrivati sono comunque positive. Turati sottolinea soprattutto l’atteggiamento trovato all’interno del gruppo: «I nuovi mi hanno colpito per la voglia che hanno». E c’è un giocatore che ha sorpreso particolarmente sotto il profilo atletico: «Dal punto di vista fisico mi ha colpito Durmush, che ho trovato allenato».
Quello che scenderà in campo contro la Torres non sarà ancora lo Spezia definitivo. La rosa è stata rivoluzionata e il mercato rimane aperto. Il tecnico si aspetta ulteriori innesti per completare il gruppo e non nasconde la propria soddisfazione per il lavoro portato avanti dalla società: «Il nostro direttore Guido Angelozzi sta facendo un lavoro splendido».
Da qui alla chiusura del mercato lo Spezia cercherà giocatori in grado di dare una mano alla squadra, con la possibilità di aggiungere anche maggiore esperienza a una rosa dall’età media molto bassa. Ma Turati non vuole che l’anagrafe diventi un limite. Il principio è netto: «Chi è più forte gioca. Se un giocatore ha 19 anni, gioca e dimostra, noi ci puntiamo».
Tra gli elementi che stanno convincendo il tecnico c’è anche Mazzocchi, considerato «forte per questa categoria». Turati spende poi parole particolarmente positive per Joselito, apprezzato non soltanto per le qualità ma anche per l’atteggiamento quotidiano: «È un ragazzo che si allena con entusiasmo e ha una voglia contagiosa».
Ed è proprio l’entusiasmo uno dei temi centrali del nuovo corso. Turati conosce bene l’ambiente spezzino e ritrova sensazioni che non ha dimenticato: «Dal punto di vista emotivo mi sto ritrovando in una piazza calda, che mi ha sempre affascinato. Sono contento e soddisfatto, ho ritrovato le stesse persone cariche. Dobbiamo essere noi a fare in modo che questi giocatori possano trarne vantaggio».
Una spinta che andrà però alimentata giorno dopo giorno. Lo Spezia arriva da una retrocessione e ha cambiato profondamente pelle durante l’estate. «L’entusiasmo va coltivato. Abbiamo rivoluzionato l’intera rosa e siamo in fase di costruzione. Ogni singolo giocatore deve mettere le proprie conoscenze a disposizione per guardare al risultato. Ogni giorno bisogna migliorare e crescere».
Il primo banco di prova sarà subito impegnativo. Turati non sottovaluta una Torres costruita per essere protagonista nella categoria e ricorda anche un volto molto conosciuto dalle parti del Picco: «La Torres è una squadra forte per la categoria. Mastinu ce lo ricordiamo bene qui. Due anni fa lottava per la Serie B. Ci siamo preparati per questo: di fronte avremo una squadra che non ci permetterà di fare quello che vogliamo».
Dal punto di vista tattico il nuovo Spezia comincia intanto a prendere forma. Turati ha parlato della possibilità di schierarsi con due difensori centrali e due esterni offensivi. Qualcosa manca ancora soprattutto per quanto riguarda le caratteristiche specifiche degli attaccanti, ma il tecnico è convinto di poter trovare soluzioni differenti attraverso gli uomini già presenti.
La preparazione, secondo Turati, è a buon punto sotto il profilo tecnico e tattico. Adesso arriva il campo, quello che dovrà trasformare il lavoro delle ultime settimane in risposte concrete. E il messaggio con cui lo Spezia si avvicina alla Torres è già chiaro: la squadra è giovane e ancora da completare, ma le gerarchie non saranno decise dall’età. Chi dimostrerà di essere più forte, giocherà.
