
La vittoria in Coppa ha dato entusiasmo e indicazioni importanti, ma per lo Spezia è già tempo di guardare alla Sambenedettese. Alla vigilia della sfida, mister Turati fa il punto tra nuovi arrivi, condizione fisica, soluzioni tattiche e un gruppo ancora in costruzione.
«La vittoria in Coppa ci ha lasciato ottime sensazioni. Abbiamo affrontato una squadra che non aveva mai perso e siamo riusciti subito a fare bene. I nuovi arrivati sono importanti: ora sta a me tessere la tela migliore in base alle caratteristiche dei giocatori».
Nessun integralismo tattico: «Se ci sarà qualcosa da modificare, non mi preoccupa farlo. Sono focalizzato sul nostro percorso di crescita». Anche il mancato arrivo di un esterno non cambia i piani. Florenzi può rappresentare una soluzione: «Può fare bene in più zone del campo, ma utilizzarlo in certe posizioni richiede un assetto diverso».
Contro la Sambenedettese, Turati si aspetta una battaglia: «È un avversario agguerrito e solido. In Coppa Italia avrebbe meritato qualcosa in più e contro la Torres ha fatto un’ottima partita anche in dieci». Attenzione anche al Riviera delle Palme: «La carica dei tifosi di San Benedetto è fantastica. Dovremo essere pronti».
Sul fronte fisico, Kalaj va gestito dopo quasi due anni di stop e una recente infiammazione. Cannavò non ci sarà, Candelari convive con la pubalgia e Cancellieri ha qualche problema. Segnali positivi invece da Di Serio, tornato ad allenarsi con il gruppo: «Con gli occhi e l’atteggiamento giusti sarà fondamentale per noi».
Tra le note più positive c’è Oyono: «È straripante. Ci dà tanto ossigeno». Un profilo ideale per uno Spezia che dovrà fare dell’intensità un’arma: «Non possiamo competere con le corazzate sul loro terreno: dobbiamo spingere e andare forte».
Turati ammette però un ritardo nella costruzione della squadra: «Diversi ragazzi sono arrivati a spezzoni. Ho scelto di dare priorità alla condizione fisica, quindi tatticamente e nelle conoscenze collettive dobbiamo ancora crescere». Buone, invece, le risposte nella fase difensiva: «Tutti partecipano con impegno e dedizione».
L’arrivo di Jimenez aumenta le alternative in mezzo: «Sa quando rallentare e quando cercare la giocata. La sua esperienza può aiutare un gruppo giovane». Diverse anche le caratteristiche di Capomaggio e Joselito: il primo garantisce fisicità e presenza difensiva, il secondo maggiori geometrie. Bright, Bastoni e Jimenez offrono ulteriori soluzioni.
Ma più dei moduli, Turati guarda all’atteggiamento: «Ai miei calciatori chiedo gli occhi giusti: voglio vedere la voglia di lavorare e migliorarsi».
È questa la strada dello Spezia: una squadra giovane e rinnovata, ancora alla ricerca di automatismi, chiamata a colmare il ritardo con intensità, organizzazione e spirito di gruppo. La tela è ancora da tessere, ma Turati ha già indicato il filo: correre, crescere e costruire.
