
Il primo pensiero è per Aldo Florenzi. Lo Spezia dovrà fare a meno di uno dei suoi uomini più importanti e il rammarico del tecnico è evidente: «Perdiamo un giocatore forte. Aldo è un ragazzo d’oro che ci stava dando tanto, dal punto di vista professionale e umano. Nel calcio, come nella vita, certe cose succedono. Lo aspettiamo tutti, sperando che possa tornare più forte di prima».
Poi lo sguardo si sposta sul campo e sul derby con il Livorno. Gli amaranto arrivano alla sfida ancora imbattuti e con gli stessi 7 punti degli aquilotti. «Il Livorno ha blasone e storia, come lo Spezia è una piazza che merita altre categorie.
Ha un’ottima squadra, giocatori importanti e giovani forti. Noi però dobbiamo guardare alla nostra prestazione». La richiesta è chiara: «Voglio rivedere lo spirito battagliero dell’ultima giornata. Abbiamo l’obbligo di dare continuità a quanto fatto e di essere una squadra aggressiva».
L’assenza di Florenzi apre il tema delle alternative. Jimenez, più offensivo, e Limonelli sono due delle possibilità, ma l’ampiezza della rosa consente al tecnico di cambiare caratteristiche e soluzioni nel reparto centrale.
Un’arma in più sarà Di Serio: «Può fare il centravanti o la sottopunta. Prima dobbiamo riportarlo nelle migliori condizioni».
Recupera Cannavò, mentre l’infermeria resta affollata: Cancellieri deve smaltire un problema di ernia e resterà fermo ancora qualche giorno, mentre Kalaj è alle prese con una tallonite. Attenzione anche a Candelari, reduce da un avvio complicato a causa della pubalgia e ancora da gestire.
Crescono intanto Bright e Oyono, mentre su Mateju il tecnico sottolinea: «Per esperienza e carisma può darci moltissimo».
Poi di nuovo il derby: «Sono fiducioso, ma dobbiamo migliorare nel capire quando forzare, rallentare e alzare la pressione. C’è ancora tanto lavoro da fare».
