
Una notte per tornare indietro di vent’anni. Per rivivere un’impresa che ha cambiato la storia dello Spezia e rinsaldato un legame destinato a non spezzarsi mai. Lo Spezia Fest, andato in scena ieri sera all’Area Verde di Ruffino, ha riportato sul palco i protagonisti della promozione in Serie B del 2006: Mister Antonio Soda, Max Guidetti, Ivano Rotoli, Marco Gorzegno, Davide Addona, Mirko Bruccini e Nicola Padoin.
Tra applausi, aneddoti e sorrisi, il filo dei ricordi ha inevitabilmente condotto a una delle pagine più iconiche di quella stagione: il derby contro il Genoa. Un Picco ribollente di passione, una città intera stretta attorno alla squadra e la doppietta di Max Guidetti a scolpire una vittoria entrata nella memoria collettiva del popolo aquilotto. Una squadra ricca di personalità, capace di trasformare sacrificio e appartenenza in una forza inarrestabile.
Proprio Mister Antonio Soda, in esclusiva per SpeziaSport, ha raccontato quale sia la prima immagine che riaffiora ripensando a quel gruppo: «Un grande gruppo, fatto di uomini veri prima che di calciatori. Non siamo partiti per vincere il campionato: la squadra è cresciuta grazie ai giocatori più esperti, come il capitano Vito Grieco e Ponzo. Poi c’era un grande senso di appartenenza: giocavamo tutti quanti per l’amore di questa maglia. Si è vinto il campionato anche per questo».
Parole che spiegano meglio di qualsiasi analisi il segreto di quella cavalcata. Non solo qualità tecniche, ma identità, spirito di sacrificio e una leadership condivisa all’interno dello spogliatoio.
Poi il momento in cui tutto cambiò davvero: «Abbiamo capito di poter vincere il campionato durante gli allenamenti: lottavano, sudavano la maglia e andavano tutti forte».
È forse proprio questa l’eredità più preziosa lasciata da quella squadra. Un gruppo costruito prima sulle persone e poi sui calciatori, capace di riportare lo Spezia in Serie B dopo 55 anni e di entrare, per sempre, nella storia del club.
E la serata dello Spezia Fest ha dimostrato che, a distanza di vent’anni, quel legame tra squadra e città continua a emozionare come allora.
