
Ci sono vittorie che valgono un Palio e altre che diventano storia. Quella di Porto Venere appartiene alla seconda categoria. Dopo 49 anni di attesa la borgata biancorossa torna sul gradino più alto del Golfo, conquistando il 101° Palio del Golfo al termine di una regata destinata a restare nella memoria.
Alla vigilia i favori del pronostico erano per Canaletto e Fezzano, ma il mare ha premiato chi ha saputo resistere fino all’ultima palata. Fezzano ha imposto il ritmo sin dalla partenza, guidando la corsa ai primi tre giri di boa con Canaletto sempre in scia e Porto Venere pronto a non perdere contatto. Nessuno, però, è riuscito a fare il vuoto.
La gara è rimasta aperta fino al serravoga finale, quando i biancorossi hanno trovato energie che sembravano ormai finite. Negli ultimi 200 metri Porto Venere ha cambiato passo, ha rimontato gli avversari e si è preso il traguardo davanti a un Canaletto ancora una volta secondo e a un Fezzano che, dopo aver condotto a lungo, ha ceduto proprio sul più bello.
A firmare l’impresa sono stati Matteo Turano, Nicolò Pucci, Giuseppe Liberatore e Francesco Bella, guidati dalla timoniera Emma Godani.
Un equipaggio che, nonostante qualche tensione nei giorni precedenti alla gara, ha saputo compattarsi nel momento decisivo, sostenuto dal lavoro degli allenatori Giuseppe Iaccarino, Daniele Zampieri e Valerio Pinton.
Il simbolo del successo è Giuseppe Liberatore. A 56 anni conquista il nono Palio della carriera, 24 anni dopo il primo e 11 dall’ultimo. Un’impresa che impreziosisce una carriera già straordinaria e accompagna il ritorno al successo di una borgata che non vinceva dal 1977.
La Morin incorona così un campione inatteso ma meritatissimo. Perché il Palio del Golfo non si vince con i pronostici: si conquista con il cuore, la forza e la capacità di trovare l’ultima palata quando tutti gli altri sono al limite.
