
Personalità, corsa e disponibilità. Damiano Cancellieri si è calato in fretta nella nuova realtà dello Spezia e, dopo la gara del Picco, indica la strada da seguire. Il punto di partenza è il lavoro quotidiano agli ordini di mister Turati.
«Lavoriamo tutti i giorni, per tutta la settimana, per assimilare i concetti del mister. Settimana dopo settimana cerchiamo di farli sempre più nostri». Un processo ancora in piena evoluzione, perché secondo Cancellieri lo Spezia ha mostrato soltanto una parte del proprio potenziale: «A livello di gruppo siamo al 30-40% di quello che possiamo dare. Appena riusciremo a entrare ancora meglio nel gioco del mister faremo di più. È un percorso».
Cancellieri parla anche del suo ruolo. Il terzino non è sempre stato il suo habitat naturale, ma la disponibilità è totale: «Non ho avuto molte occasioni per giocare lì: una volta in Primavera a Cagliari e un'altra al Monterosi. Destra o sinistra per me non cambia, sono sempre disponibile quando serve».
Turati gli chiede soprattutto dinamismo e capacità di occupare zone diverse del campo: «Il mister vuole un terzino che durante l'azione possa trasformarsi in centrocampista, mezzala o trequartista. Vuole un gioco molto offensivo». Una filosofia che Cancellieri sta cercando di interpretare mettendo davanti a tutto l'atteggiamento: «Affronto ogni partita nel miglior modo possibile, con sacrificio e dando tutto».
Infine il Picco, che lo ha già conquistato: «Appena entri provi una sensazione bellissima. Questa è una piazza che ha fatto la Serie A, una piazza importante e che pretende tanto». Cancellieri lo sa: a Spezia le aspettative pesano. Ma possono diventare anche la spinta in più.
