
La speranza è verde. Verde come la cravatta scelta da Guido Angelozzi per il giorno del suo ritorno. “L'ho fatto apposta”, sorride entrando nella sala stampa del Picco. Accanto a lui il presidente Charlie Stillitano, in prima fila il sindaco Pierluigi Peracchini.
Lo Spezia riparte dall'uomo che ha contribuito a scrivere le pagine più belle della storia recente del club. “Il 7 luglio 2014 entrai per la prima volta al Picco da direttore sportivo. Tornare qui per la terza volta significa che questa è casa mia. Tre ritorni non sono un caso”.
Dietro il suo rientro ci sono settimane di contatti e una trattativa che sembrava destinata a saltare. “Avevo trovato l'accordo con lo Spezia, ma non riuscivo a liberarmi dal Cagliari. A un certo punto dissi al presidente di guardarsi intorno. Poi abbiamo trovato una soluzione e sono tornato. Ringrazio il Cagliari per la disponibilità”.
Stillitano ha spiegato perché la scelta sia ricaduta proprio sul dirigente pugliese: “Dopo la retrocessione eravamo delusi, ma non volevamo ripartire senza l'uomo giusto. Angelozzi gode del rispetto di tutto il mondo del calcio. Vogliamo tornare in Serie B il prima possibile, ma sappiamo che serviranno tempo, lavoro e umiltà”.
Ad aprire la conferenza era stato il sindaco Peracchini, che ha ringraziato la proprietà americana per l'impegno nei confronti della città e del club. “Bentornato nella tua seconda casa”, il messaggio rivolto al direttore sportivo.
Non sono mancati i ringraziamenti personali: “Un pensiero e un grazie all’avvocato Bei e ad Angelo Molinari, persone che hanno sempre creduto in me e alle quali sono particolarmente legato”.
Angelozzi ha poi affrontato il tema più delicato: la ricostruzione. “Ho trovato una società forte, che mi permette di lavorare con libertà e serenità. Se non ci fosse stata questa proprietà, oggi lo Spezia rischiava di sparire. Adesso dobbiamo abbassare i costi e rendere il club sostenibile. È il primo passo per costruire un futuro solido”.
Il direttore sportivo ha spiegato che nei prossimi giorni incontrerà i giocatori per capire intenzioni e prospettive. “Devo ancora parlare con tutti. Chi rimane qui deve avere voglia di lottare per questa maglia e per questo progetto. Servono uomini motivati prima ancora che buoni calciatori”.
Il nuovo corso sarà basato su concetti semplici ma chiari: lavoro, sacrificio e unità. “I risultati arriveranno di conseguenza. Non esistono scorciatoie nel calcio. Tutti devono remare nella stessa direzione: società, allenatore, squadra e tifosi. Solo così si può costruire qualcosa di importante”.
Nessuna promessa, ma un'identità ben definita. “Mi piace il calcio propositivo e voglio un allenatore con idee, capace di far giocare bene la squadra e di coinvolgere la gente. Giovane o esperto non è importante, conta la mentalità”.
Infine il messaggio al popolo aquilotto. “Mi aspetto una grande risposta in termini di abbonamenti. Non per Angelozzi, ma per la fiducia nei confronti della proprietà e del progetto che sta portando avanti. La Serie C è difficile, ma con l'aiuto della città possiamo affrontarla nel modo giusto”.
L'ultima immagine è quella che più accende l'entusiasmo dei tifosi. “Il Picco deve tornare a essere la nostra fortezza. Deve tornare a ruggire”. Una frase che vale quasi come un programma. Lo Spezia riparte da qui, dalla voglia di rialzarsi e da un direttore sportivo che, ancora una volta, ha scelto di tornare a casa.
