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Settembre 3, 2026

Angelozzi scuote lo Spezia: « Ho dato un taglio netto al passato. Adesso puntiamo in alto»

Autore:
Jacopo Bertella

Una rivoluzione tecnica, economica e soprattutto di mentalità. Guido Angelozzi non usa mezzi termini per raccontare il nuovo Spezia dopo la chiusura del mercato. A un mese e mezzo dalla sua prima conferenza stampa, il diretto dell'area tecnica traccia il bilancio di un’estate nella quale ha praticamente ricostruito la squadra dalle fondamenta.

«Ringrazio la società per avermi dato l’opportunità di ritornare a Spezia, Tom Roberts, il presidente Charlie Stilittano e tutti coloro che mi hanno appoggiato in tutto e per tutto», esordisce Angelozzi, estendendo poi i ringraziamenti a Musetti, alla segreteria, a Ridolfi, al team manager Ferretti, al direttore sportivo Gianluca Longo, a Biso e a tutti i suoi collaboratori. Poi arrivano subito i numeri di un mercato imponente: 64 movimenti complessivi tra entrate e uscite e 23 nuovi giocatori per costruire il nuovo corso.

Un cambiamento così radicale non era nei programmi iniziali. «Quando sono arrivato pensavo che qualche giocatore della passata stagione potesse essere recuperato. Poi dal primo giorno di ritiro ho capito che qualcosa non quadrava. A quel punto ho deciso di dare un taglio netto al passato. Abbiamo stravolto tutta la squadra e credo che siamo stati bravi».

Il punto di partenza è la retrocessione, che Angelozzi considera una responsabilità collettiva. «Siamo retrocessi tutti, non soltanto la società: allenatore, dirigenti, collaboratori e giocatori. La retrocessione è costata allo Spezia circa 44 milioni di budget. Io una cifra del genere non l’ho avuta neppure quando ero in Serie A. Bisognava fare un passo indietro».

Da qui la necessità di intervenire anche sul piano economico. La proprietà aveva affidato ad Angelozzi una missione precisa: ridurre drasticamente i costi, con l’obiettivo di abbatterli del 50%.

«Sono sincero, non sono riuscito a fare completamente quello che mi aveva chiesto la società per far quadrare i conti. Ma questa proprietà dobbiamo tenercela stretta. Il patron è una persona seria e vuole permettere allo Spezia di continuare negli anni».

È quando il discorso si sposta sulla vecchia guardia che i toni diventano più decisi. Angelozzi racconta di aver parlato con i giocatori reduci dalla retrocessione e di aver chiesto loro un segnale concreto per restare all’interno del nuovo progetto.

Tra le situazioni affrontate durante l’estate anche quelle di Vignali e Cassata, che secondo Angelozzi non erano venuti incontro alla società. Vignali, nel frattempo, ha trovato sistemazione alla Virtus Entella.

Angelozzi torna anche sulla partenza di Bandinelli: «Ha guadagnato ed è costato tantissimo allo Spezia. Abbiamo dovuto riconoscere dei soldi per farlo andare via. Quando qualcuno vuole aprire un dibattito su queste cose, io sono qui e sono pronto a parlarne».

Restano invece due situazioni da risolvere. E anche in questo caso il dirigente non lascia spazio alle interpretazioni: «Hristov e Mateju non fanno parte del progetto».

Per i due difensori si continua a lavorare alla ricerca di una sistemazione all’estero. Angelozzi ha spiegato che Gianluca Longo è in contatto con una squadra greca, nel tentativo di trovare una soluzione. Per Hristov potrebbe essere necessario anche un contributo dello Spezia sull’ingaggio.

Su Hristov, però, Angelozzi va oltre la semplice questione di mercato e manda un messaggio molto chiaro: «I capitani si comportano in un altro modo. Devono aiutare e fare il bene dello Spezia. Hristov avrebbe dovuto comportarsi diversamente».

Diverso il giudizio sul comportamento di Sarr, che durante la preparazione aveva manifestato la volontà di cambiare squadra. «Ha fatto bene la preparazione, poi a un certo punto è venuto in sede e mi ha detto che voleva andare via. Era disposto a lasciare anche parte del contratto. Abbiamo trovato una soluzione e gli abbiamo dato una mano».

Nonostante la gigantesca mole di operazioni, Angelozzi non considera però il proprio mercato perfetto. Anzi, individua chiaramente ciò che manca alla rosa.

«Il mister mi aveva chiesto un esterno in più e non sono riuscito a prenderlo. Me ne assumo la responsabilità. Non ho fatto un mercato perfetto: manca un esterno e abbiamo ancora due esuberi».

Tra gli obiettivi c’era Della Morte, operazione che sembrava poter andare in porto prima del cambio di scenario. «Dovevamo prenderlo, poi durante il percorso sono cambiate le condizioni. È stata una mia scelta personale. Mi è stato chiesto un triennale definitivo e la dinamica era diventata diversa. Se oggi manca un esterno, la responsabilità è mia».

Angelozzi, però, non intende correre ai ripari attraverso gli svincolati: «La rosa è forte. Per noi non esiste il mercato degli svincolati. Aspetteremo gennaio».

«La mia intenzione è reinserire Di Serio. Gli parlerò oggi o domani. È un bravo ragazzo e un buon giocatore. Deve adeguarsi alla realtà di Spezia: noi dobbiamo aiutare lui e lui deve aiutare noi».

La conferenza diventa anche l’occasione per svelare alcuni retroscena di mercato. Ci sono stati ex giocatori che hanno bussato alla porta dello Spezia manifestando la volontà di tornare.

«Ricci mi ha chiamato perché voleva venire. Maggiore si era messo a disposizione. Sono stato io a fare scelte differenti. Si è presentato anche Bastoni, che è l'attuale capitano dello Spezia, mettendosi a disposizione».

Segnali che testimoniano il legame rimasto tra diversi ex giocatori e l’ambiente bianconero, anche se Angelozzi ha preferito seguire altre strade per costruire una squadra profondamente diversa.

Adesso, dopo aver consegnato al tecnico 23 giocatori nuovi, il dirigente chiede soprattutto una cosa: tempo. «Devo dare tempo al mister e alla squadra. Non mi aspettavo di dover fare una rivoluzione di queste dimensioni».

Tempo sì, ma senza nascondersi. Perché quando gli viene chiesto dove possa arrivare questo Spezia, Angelozzi alza l’asticella.

«Possiamo essere tra le quattro o cinque squadre che possono vincere il campionato. Possiamo giocarcela insieme alle altre e lottare per arrivare nelle prime posizioni».

Un messaggio che accende inevitabilmente l’entusiasmo di un ambiente che ha già risposto presente. Angelozzi è rimasto particolarmente colpito dalla partecipazione del pubblico nelle prime uscite della stagione.

«Vedere la curva contro il Campobasso e poi vederla anche contro il Vado è stato importante. È tornato un entusiasmo incredibile. Io sono ritornato anche per la città di Spezia, perché qui sono sempre stato accolto bene».

Da qui un’altra dichiarazione destinata a diventare uno dei messaggi principali della conferenza: «Noi abbiamo un pubblico da Serie A. Questa deve essere la nostra forza e deve spingere la società, la squadra e tutti noi a impegnarci ancora di più».

Il binomio tra squadra e tifoseria, secondo Angelozzi, può diventare l’arma in più nella corsa alle posizioni di vertice. «Se giochiamo compatti possiamo giocarcela. La forza è dell’allenatore, io sono fiducioso. C’è un bell’ambiente e se si creerà la giusta alchimia ci sarà da divertirsi».

Infine il pensiero torna alla proprietà e a Tom Roberts, assente alla conferenza ma costantemente aggiornato sul lavoro svolto. «Tom è soddisfatto ed è dispiaciuto di non essere potuto venire. La società mi ha appoggiato in tutto quello che abbiamo fatto».

Il messaggio finale è quello che può alimentare più di ogni altro l’entusiasmo del Picco: questo Spezia vuole stare davanti. E Angelozzi, dopo aver rivoluzionato tutto, non ha paura di dirlo: «Possiamo giocarcela per le prime posizioni. Con questa squadra e questo pubblico, se nasce l’alchimia giusta, ci sarà da divertirsi.

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